Sfruttamento e tutela dei boschi

Il versante delle Orobie rivolto a Nord ha sempre fornito una grande quantità di legname, indispensabile per la costruzione delle abitazioni, per il riscaldamento e soprattutto per la produzione di carbone, che avveniva nelle apposite piazzole chiamate aiàal. La forte domanda di carbone proveniente dall'attività siderurgica, unita alle crescenti necessità per il graduale aumento della popolazione, avevano però causato un generale impoverimento dei boschi, tanto che già nel 1465 a Gerola erano stati istituiti i tensi, cioé i boschi soggetti a particolari vincoli. Un secolo dopo, nel 1559, il problema si era riproposto e la comunità aveva ribadito con maggiore severità il vincolo deitensi.

In seguito, lo sfruttamento dei boschi, soprattutto di conifere, è avvenuto in maniera razionale con il metodo dello sfoltimento a cicli mediamente quindicennali. Consisteva nel tagliare le piante più alte, consentendo così a quelle giovani una rigogliosa crescita, senza intaccare la superficie boschiva. Il legname veniva lavorato nelle segherie locali, che sorgevano lungo il corso dei torrenti ed erano azionate dall'acqua.