Escursioni

Camminare in Valgerola

I motivi per compiere un'escursione in Valgerola sono molteplici. Il carattere più immediato e d'impatto di quest'ampia vallata è sicuramente un paesaggio naturale ricco e vario: nove convalli, ognuna delle quali è diversa dalle altre, una successione di anfiteatri contornati ora da crinali dai profili morbidi, ora da creste aspre e frastagliate, una struttura litologica unica che fra i suoi componenti annovera il "verrucano lombardo", conglomerato violaceo chiamato in loco "sass giröl", otto laghi, fra i quali spiccano due splendidi gioielli come lo Zancone ed il Rotondo.

Il manto forestale, rigoglioso ed invitante, passa dalle latifoglie delle quote inferiori agli abeti ed ai larici dell'orizzonte alpino. Al suo margine superiore ha inizio la fascia aperta delle praterie che si dissolvono verso l'alto nelle zolle pioniere delle vallette nivali e delle rupi, popolate da numerose specie floristiche, dalle più note ad altre, rare od uniche.

In quest'ambiente severo ed affascinante al tempo stesso non è improbabile l'incontro con gli animali selvatici. La valle è habitat ideale per caprioli, cervi, camosci e stambecchi, per i piccoli mammiferi dei boschi, dei pascoli e delle rupi e per l'avifauna nobile che ha nel gallo cedrone il simbolo del Parco Regionale delle Orobie Valtellinesi, di cui la Valgerola è parte integrante.

Ma c'è di più. Camminando per queste valli, percorrendone i pascoli ed attraversandone i valichi, ci si imbatte nei segni dell'uomo. In più punti è ancora ben conservato e visibile il Sentiero Cadorna, camminamento che, assieme ad alcune strutture fortificate, costituiva la linea arretrata della Prima Guerra Mondiale, nel caso malaugurato di sfondamento da parte del nemico. Motivo di interesse sono, inoltre, i resti delle miniere di ferro e dei forni di fusione del materiale ferroso che in passato erano presenti su questi monti e, soprattutto, le strutture degli alpeggi (barech, calècc, baite e casére) dove si continua a produrre il vanto dell'arte casearia valtellinese, il formaggio "Bitto".

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