Trona / Salmurano

Rifugio Trona Soliva-Valle dell'Inferno-Bocchetta Paradiso Lago Rotondo - Lago Zancone - Lago di Trona - Il Pic-Sorgente Tronella Rifugio Salmurano
Difficoltà
EE
Dislivello
770m
Partenza e arrivo
Trona - Salmurano
Tempo
6/7

Dal Rifugio Trona Soliva (m. 1907) proseguiamo sul sentiero segnalato per la bocchetta di Trona, verso sud-ovest (attenzione a non seguire le indicazioni della GVO, che scende verso sinistra). Dopo un largo giro, aggiriamo un dosso e ci affacciamo al vallone che sale alla bocchetta. Poco sotto la bocchetta, però, imbocchiamo il sentierino di sinistra che traversa verso sud alla diga dell'Inferno, tagliando un ripido con qualche passaggio esposto (attenzione), e porta a passare un po' alti rispetto al limite occidentale del camminamento della diga del lago d'Inferno (m. 2085). Possiamo giungere qui anche imboccando un sentiero segnalato che si stacca sulla destra dalla pista sterrata che scende dal rifugio Trona Soliva e che rappresenta il prolungamento della pista lung la quale siamo saliti al rifugio. Questo secondo sentiero intercetta il marcato sentiero che si porta sopra la diga dell'Inferno traversando dalla diga di Trona.

Seguiamo quindi le indicazioni per la bocchetta del Varrone, salendo verso destra, ma giunti alla bocchetta (m. 2120) lasciamo il sentiero principale che sale, sul medesimo versante, più alto, alla bocchetta di Piazzocco (sentiero per il Pizzo dei Tre Signori) ed imbocchiamo sulla sinistra il sentiero segnalato, meno marcato e più basso per la valle dell'Inferno (teniamo presenta che, in caso di necessità, dalla bocchetta del Varrone si scende in pochi minuti al vicino rifugio FALC). Percorriamo il sentiero 143 che taglia verso sud il versante destro (per noi che saliamo, cioè quello occidentale) della valle, inizialmente fra magri pascoli, pietrame e roccette, procedendo in leggera discesa, alto rispetto al lago dell'Inferno. Attraversato un vallone, procediamo in piano tagliando un largo dosso e raggiungiamo una rampa di sfasciumi, risalita la quale pieghiamo a sinistra tagliando in leggera salita un costone di roccette e magri pascoli.

Scendiamo poi leggermente passando accanto ad una pozza. Ignorata la deviazione a destra della direttissima al pizzo dei Tre Signori, il cui possente fianco orientale incombe alla nostra destra, traversiamo verso il centro della valle e ci ritroviamo sotto la verticale della selletta della bocchetta dell'Inferno, che la chiude. Puntiamo infine in quella direzione salendo un canalone di fastidioso pietrame, con un nevaietto che si trova spesso anche a stagione avanzata. Giunti alla bocchetta dell'Inferno (m. 2306), non scendiamo alla gemella Valle dell'Inferno di Val Brembana, ma pieghiamo a sinistra ed imbocchiamo un sentierino che risale il ripido versante che chiude ad est la valle, fra roccette e magri pascoli. Nel primo tratto tagliamo il versante verso sinistra, poi, seguendo i segnavia bianco rossi, pieghiamo a destra. Troando infine a sinistra raggiungiamo una sella erbosa sulla costiera che separa la Valle dell'Inferno dalla Val Pianella (così viene denominata l'alta Valle di Trona), la bocchetta Paradiso (o degli Undici, m. 2450). Dalla bocchetta piegando a destra (sud) possiamo salire in una decina di minuti, su facile crinale di roccette ed erbe, alla cima del Pizzo Paradiso (m. 2493), il punto più alto dell'Alta Via della Val Gerola. Ridiscesi alla bocchetta, prendiamo a destra (est) e scendiamo lungo un canalino di sfasciumi e terriccio, all'inizio assai ripido (prestare molta attenzione), in direzione del già ben visibile lago Rotondo, in Valle della Pietra. La traccia di sentiero (segnavia bianco-rossi) dopo il primo ripido tratto piega leggermente a sinistra (nord-est) e si porta alla riva meridionale del lago Rotondo (m. 2254), ai piedi del possente pizzo di Trona (m. 2510). Percorriamo un tratto costeggiando il lago, fino alla sua riva orientale, dove parte il segnalato sentiero che, restando a destra del torrentello emissario, scende verso est lungo un ripido canalone, fra roccette e magri pascoli.

Al ripiano di quota 2100 metri ignoriamo la deviazione a destra che punta alla bocchetta di Val Pianella e proseguiamo a zig-zag, verso ovest-nordovest, fino a raggiungere il fondovalle intercettando a quota 2000 metri circa il sentiero che sale dal lago di Trona alla bocchetta di Val Pianella. Lo seguiamo verso sinistra, scendendo verso i laghi di Zancone e Trona. Il sentiero ben presto si biforca, e seguiamo quello di sinistra, che si districa fra i ciclopici massi scaricati dal versante del pizzo di Trona, raggiungendo la riva meridionale del lago Zancone (m. 1957). Passiamo alla sua destra e risaliamo lungo un crinale di sfasciumi ad intercettare la traccia principale, che passa a monte di un caatteristico cupolome roccioso, traversando poi verso nord. Alla nostra destra, più in basso, il lago di Trona (m. 1805). Intercettiamo così il sentiero che proviene dal camminamento della diga di Trona e proseguiamo diritti, in piano, verso nord, fino a raggiungere il filo del crestone che scende dal pizzo Tronella (m. 2311) e dal pizzo del Mezzodì (m. 2116).

Raggiungiamo così una splendida radura con una pozza ed una baita, la Baita del Pic (m. 1853). Siamo sul sentiero dell’anello dei laghi della Val Gerola (il numero 8, segnalato anche da segnavia rosso-bianco-rossi), che ora piega bruscamente a destra, effettuando un traverso sul lato opposto del dosso, per poi iniziare a scendere, ripido, verso l’imbocco della val Tronella. Non dobbiamo, però, scendere, ma imboccare, al primo tornante sx della discesa, la deviazione a destra (cartello della GVO) che ci fa prendere un sentiero che traversa, con qualche saliscendi, la media Val Tronella, portandosi sul lato opposto, alla sorgente Tronella, a quota 1808 m. Qui troviamo nuovi cartelli e, seguendo quello della GVO, lasciamo alla nostra destra il sentiero che prosegue a risalire la valle, proseguendo diritti, verso est (indicazioni per Salmurano). Aggiriamo il boscoso dosso che scende dalla Rocca di Pescegallo e ci portiamo sul versante orientale dei Denti della Vecchia, affacciandoci all'alpia conca di Salmurano. Ci portiamo quindi in leggera discesa e su terreno aperto all’alpe Salmurano. Intercettiamo così la pista sterrata che sale fin qui da Pescegallo e, seguendola, ci portiamo sul lato orientale dell’alpe, dove troviamo il rifugio Salmurano (m. 1848), in corrispondenza del punto di arrivo degli impianti di risalita per lo sci invernale.

Testi di Massimo Dei Cas - www.paesidivaltellina.it