Trona / Cà San Marco

Lasciamo, quindi, il rifugio di Trona Soliva e, invece di seguire il sentiero che punta ad ovest-sud-ovest, per aggirare un dosso e salire alla bocchetta di Trona, seguiamo l'ultimo tratto della pista sterrata che raggiunge la vicina Casera di Trona (m. 1880), dove un cartello della GVO indica il sentiero che, con direzione sud e poi est-sud-est, punta, dapprima in discesa e poi con andamento sostanzialmente pianeggiante, alla diga di Trona (m. 1805). Qui passiamo sotto il muraglione della diga e, dopo uno strappo, intercettiamo sul lato opposto il sentiero che si addentra in Val Pianella (o Valle di Trona). Seguendo il cartello della GVO che indica Pescegallo, lo percorriamo in senso opposto (verso sinistra), raggiungendo, dopo una tranquilla traversata in piano il filo del dosso che scende a nord dal pizzo del Mezzodì (m. 2116). Nell’amena poggio di quota 1835 m., sul crinale del dosso, troviamo una baita ed un gentile microlaghetto.
Difficoltà
E
Dislivello
700m
Partenza e arrivo
Rifugio Trona Soliva - Valle e sorgente Tronella - Alpe e rifugio Salmurano - Lago di Pescegallo - Passi del Forcellino e di Verrobbio - Rifugio Ca' San Marco
Tempo
7

Siamo sul sentiero dell’anello dei laghi della Val Gerola (il numero 8, segnalato anche da segnavia rosso-bianco-rossi), che ora piega bruscamente a destra, effettuando un traverso sul lato opposto del dosso, per poi iniziare a scendere, ripido, verso l’imbocco della val Tronella. Non dobbiamo, però, scendere, ma imboccare, al primo tornante sx della discesa, la deviazione a destra (cartello della GVO) che ci fa prendere un sentiero che traversa, con qualche saliscendi, la media Val Tronella, portandosi sul lato opposto, alla sorgente Tronella, a quota 1808 m. Qui troviamo nuovi cartelli e, seguendo quello della GVO, lasciamo alla nostra destra il sentiero che prosegue a risalire la valle, proseguendo diritti, verso est (indicazioni per Salmurano). Aggiriamo il boscoso dosso che scende dalla Rocca di Pescegallo e ci portiamo sul versante orientale dei Denti della Vecchia, affacciandoci all'alpia conca di Salmurano. Ci portiamo quindi in leggera discesa e su terreno aperto all’alpe Salmurano. Intercettiamo così la pista sterrata che sale fin qui da Pescegallo e, seguendola, ci portiamo sul lato orientale dell’alpe, dove troviamo il rifugio Salmurano (m. 1848), in corrispondenza del punto di arrivo degli impianti di risalita per lo sci invernale. Anche qui troviamo i cartelli con l'indicazione della GVO.

Seguendola, troviamo la partenza del vicino sentiero che, attraversando, in direzione nord-est, una fascia di larici ed ontani, circondata da diversi paravalanghe, scende leggermente ad intercettare la pista sterrata che da Pescegallo sale alla casera di Pescegallo (m. 1778). Procediamo salendo sulla pista e passando poco sopra una baita solitaria. Cominciamo a vedere le strutture della diga. Passiamo a destra di un ampio ripiano acquitrinoso e ad un cartello che segnala il lago di Pescegallo ed il passo di San Marco lasciamo la pista, salendo un dosso erboso alla nostra destra. Finalmente il lago ci appare. Procedendo verso sinistra passiamo per le case dei guardiani e ci portiamo al camminamento della diga (m. 1865).

Sul lato opposto troviamo il cartello del sentiero 161, che dà il passo del Forcellino a 30 minuti, il passo di Verrobbio a 50 minuti ed il passo di San Marco ad un'ora e 50 minuti (le prime due indicazioni sono per la verità un po' ottimistiche). Prendiamo a destra e proseguiamo sul marcato sentiero, nel primo tratto quasi pianeggiante, che si dirige verso sud-est, correndo quasi parallelo alla riva orientale del lago, fino ad un bivio, al quale prendiamo a sinistra. Il sentiero comincia ad inanellare tornanti sul ripido versante che separa l'alta Valle di Pescegallo dall'alta Val Bomino: è sempre largo, ma il fondo è piuttosto sconnesso e faticoso. Dopo un'ultima svolta a destra all'improvviso siamo allo stretto intaglio di roccia del Forcellino (m. 2050). Sul lato opposto si apre la solitaria Val Bomino. Il sentiero, sempre marcato comincia a perdere rapidamente quota, con diversi tornanti. Un passaggio su rocce che spesso vengono solcate da acque insidiose è protetto da corde fisse. Dopo un ultimo tornante dx, il sentiero, dopo aver perso un centinaio di metri di quota, comincia a traversare in piano l'alto versante meridionale della valle.

Attraversato un corpo franoso, il sentiero sale per breve tratto ed aggira uno speroncino roccioso. Sul lato opposto appare chiaramente l'ampia sella erbosa del passo di Verrobbio, m. 2026). Il sentiero sale in diagonale le ultime balze erbose, passa a sinistra del laghetto di Verrobbio e dopo l'ultima breve salita raggiunge il ripiano erboso del passo, che si affaccia sulla Val Nera (Val Brembana). Qui troviamo importanti resti delle fortificazioni del sistema difensivo voluto dal generale Cadorna. Un cartello della GVO segnala il marcato sentiero che traversa in 50 minuti circa al passo di San Marco. Il sentiero nel primo tratto scende deciso di oltre 150 metri, per poi procedere quasi in piano fino allo storico rifugio di Ca' San Marco (m. 1830), posto 150 metri più in basso rispetto al passo di San Marco (m. 1985).