Monte Motta

Alla prima rotonda all'ingresso di Morbegno (per chi proviene da Milano) prendamo a destra ed alla successiva ancora a destra; dopo un ponte imbocchiamo la provinciale della Val Gerola, saliamo verso Gerola Alta, dove parcheggiamo.

Ci portiamo sul lato opposto della valle sfruttando il ponte sul torrente Bitto all'altezza del centro del paese. Percorriamo alcuni passi verso valle (nord, sinistra), fino a trovare la partenza di un sentiero, segnalato, sulla nostra destra. Iniziamo, così, a salire, all’ombra di un fresco bosco, accompagnati da alcuni segnavia rosso-bianco-rossi (alcuni dei quali riportano la numerazione “9”).

Difficoltà
EE
Dislivello
1140m
Partenza e arrivo
Gerola
Tempo
8/9

Presso il rudere di una baita, il sentiero piega a destra, poi di nuovo a sinistra, e prosegue, in direzione nord, nella salita lungo il fianco nord-occidentale del lungo dosso che domina, ad oriente, Gerola. A quota 1357 usciamo dal bosco, nella parte bassa dei prati del Bominallo. Proseguiamo ora salendo su traccia incerta, seguendo il centro del dosso. Ad una radura troviamo una pozza.

Dopo la successiva radura della località del Piaz, a 1703 metri (baita), la salita si accentua. Incontriamo anche un passaggio che richiede attenzione, perché bisogna sormontare una roccetta in un punto a valle del quale il terreno è franato. Nell’ultima parte della salita, verso sud-est, il sentiero ha una vera e propria impennata, e punta direttamente alla cima arrotondata del dosso, sormontata da una croce di legno, che è già visibile. Passando a sinistra di alcune barriere paravalanghe, lasciamo, alla fine, alle spalle il bosco e la fascia di bassa vegetazione, per approdare all’arrotondata ed erbosa cima del monte Motta (m. 1971), Proseguiamo verso sud-est seguendo i segnavia con numerazione 9, su sentierino discontinuo che percorre l'intera cresta della dorsale fra la Valle di Bomino, ad est (sinistra) e la Valle di Pescegallo, ad ovest (destra). Procediamo con diversi saliscendi, toccando le quote 2004, 1998 e 2043, per poi salire alla cima del Larice (m. 2045), facilmente riconoscibile per le barriere paravalanghe sul versante della Valle di Pescegallo. Da questa cima inizia la discesa alla conca del lago di Pescegallo, che va effettuata con grande attenzione, non perdendo di vista i segnavia.

Dopo breve discesa alla successiva selletta, lasciamo il sentiero di cresta e pieghiamo a destra, seguendo la traccia che scende leggermente su un dosso erboso verso nord, per breve tratto, fino al suo limite, per poi piegare a sinistra e scendere sul ripido versante erboso (attenzione!), infilandosi in un canalino ed in un secondo con qualche roccetta e macereto. Ne esce in corrispondenza di un addolcimento del crinale (la "cuna") e, dopo aver piegato a sinistra, scende ad intercettare il marcato sentiero 161 (Gran Via delle Orobie), che percorriamo verso destra per breve tratto, fino al camminamento della diga di Pescegallo. Lo percorriamo interamente e sul lato opposto scendiamo alla pista sterrata che sale fin qui da Pescegallo.

Ne percorriamo un tratto verso nord-ovest, poi, in corrispondenza di un ampio ripiano e di una vasca in cemento, poco prima di una curva a sinistra, seguiamo i segnavia che segnalano un sentiero che se ne stacca scendendo a destra ed attraversando una fascia di prati (attenzione ai segnavia). Il sentiero si fa più marcato e scende verso sinistra, passando sotto barriere paravalanghe e scendendo in direzione del centro della valle di Pescegallo, poi piega a destra e prosegue scendendo verso nord-nord-est, con diversi tornanti, fra radi larici. Esce dalla macchia ai prati della baita casera di Pescegallo, a 1595 metri. Scesi alla baita, prendiamo a sinistra ed intercettiamo una pista sterrata, che scende ad intercettare una stradina asfaltata. Proseguiamo scendendo verso sinistra e raggiungiamo i parcheggi del punto terminale della carozzabile che sale a Pescegallo da Gerola (m. 1450). Andiamo a sinistra, verso gli impianti di risalita di Pescegallo. Appena oltre gli impianti, scendiamo verso destra seguendo un accenno di pista che sul limite di un'abetaia diventa una pista che scende fra i boschi sul lato di sinistra (occidentale) della Valle di Pescegallo. Ignorata una deviazione a sinistra, usciamo dall'abetaia e piegando a destra superiamo su un ponte il torrente Bitto di Pescegallo, raggiungendo il nucleo di Fenile (m. 1253).

Scendiamo per un tratto sulla carrozzabile Gerola-Pescegallo, fino all'uscita da Fenile. Cerchiamo poi sulla sinistra la partenza della vecchia mulattiera per Gerola, e la imbocchiamo lasciando la carrozzabile e seguendola interamente fino a Gerola. La mulattiera taglia tre volte la carozzabile (dopo la seconda passiamo per le due cappellette della Volta di Cavài), supera un dosso erboso e scende a Gerola Alta, sul lato opposto del Bitto rispetto alla parrocchiale di S. Bartolomeo. Sfruttando un ponte ci portiamo sul lato occidentale e recuperiamo l'automobile.

Testi di Massimo Dei Cas - www.paesidivaltellina.it