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ASPETTI NATURALISTICI

Come gran parte delle vallate alpine, anche la Val Gerola presenta in uno spazio relativamente ristretto una ricchezza d’ambienti non indifferente. Il motivo è da ricercare nell’elevata escursione altimetrica (da poco più di 200 m s.l.m. ad ben oltre i 2000 m) che influenza le condizioni climatiche e di conseguenza il paesaggio vegetale, così come nell’articolata morfologia del territorio. Si passa così dai boschi di latifoglie delle prime pendici, con tigli, aceri e faggi, a quelli di conifere con l’abete rosso e l’abete bianco, per poi sconfinare nelle praterie alpine, passando dagli arbusteti contorti, fino a raggiungere agli ambienti rupestri. Ciascuno di questi ambienti costituisce l’habitat di svariate specie animali che vi si sono adattate nel corso dell’evoluzione e che vi trovano rifugio e risorse alimentari. Senza dimenticare l’importanza ecologica degli Invertebrati è sicuramente tra i Vertebrati che troviamo le specie più rappresentative della fauna alpina. Prima fra tutte l’aquila reale che in Val Gerola nidifica, ma anche gli Ungulati: caprioli, cervi, camosci e stambecchi, questi ultimi tornati a ripopolare i territori dai quali si erano estinti, grazie a mirate reintroduzioni operate alla fine del Novecento. Degni di nota sono le tre specie che, quale adattamento alla vita d’alta montagna, hanno “imparato” a mutare colore con le stagioni, diventando candidi in inverno: si tratta della pernice bianca, della lepre variabile e dell’ermellino. Tra i Rettili è sicuramente il marasso il più diffuso alle alte quote e come le altre vipere, quale adattamento ai rigori del clima alpino, ha sviluppato l’ovoviparità, ossia la capacità di “covare” le uova all’interno del corpo e di dare alla luce piccoli completamenti formati. La stessa strategia riproduttiva è adottata anche da un piccolo Anfibio Urodelo (munito cioè di coda): la salamandra nera, particolarmente abbondante in Val Gerola, rispetto ad altre aree alpine.