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LA CIMA DI PIAZZOTTI

A tu per tu con gli stambecchi - Tondeggiante rilievo di cresta dal quale lo sguardo spazia su quattro valli diverse: le valli di Trona  e Tronella a Nord, in territorio valtellinese, le valli di Salmurano e  Pianella a Sud, in bergamasca. La gita, non eccessivamente lunga, è molto varia per gli ambienti attraversati e riserva spesso la  gradevole sorpresa di “incontri ravvicinati” con gli stambecchi.

Località di partenza: Pescegallo (1454 m)
Quota massima: 2349 m
Dislivello complessivo:900 m
Tempo complessivo: 4.30 h
Difficoltà: E
Segnaletica: presente quasi ovunque

Dal piazzale degli impianti Fupes (1454 m) ci si dirige, lungo un’ampia strada sterrata, verso una baita visibile un centinaio di metri al di là della stazione di partenza della seggiovia. Un cartello indicatore indirizza lungo il sentiero che penetra nell’abetaia. Raggiunta  la baita del Dossetto (1580 m), si piega a sinistra (cartello indicatore) e si sale alla sommità del dosso, pochi metri a monte di una fontana e di una baita. Proseguendo a sinistra, si rimonta il pascolo fino alle pendici dei Denti della Vecchia, che incombono alti a sinistra, in una zona ingombra di un dedalo di massi.  Piegando a destra, si risale il pendio che si fa via via più roccioso e si raggiunge la presa d’acqua denominata La Sorgente (1808 m).
Continuando la marcia alla base del Filone della Rocca (Denti della Vecchia) si affronta il pendio sempre più povero di vegetazione e, con un graduale spostamento verso destra, si guadagna il centro della valle per rimontare il ripido canale di rocce e detriti, alla sommità del quale, sull’ampio pianoro, si trovano il Rifugio Benigni (2224 m), edificato dal CAI Alta Val Brembana nel 1984 e, poco più avanti alla stessa quota, nascosto alla vista, il Lago Piazzotti.
Per raggiungere la cima, di cui si può scorgere l’esile croce, si sale in direzione della cresta di sinistra e, dopo avere superato alcune minuscole pozze di acqua di disgelo, si raggiunge la Cima di Piazzotti (2349 m – 2.30 h).

Discesa Occorre tornare sui propri passi per alcune decine di metri sulla cresta per poter scendere lungo il contrafforte Sud fino al Passo Bocca di Trona (2224 m). In questo tratto manca la segnaletica, ma il percorso appare logico e senza possibilità di errori.
Dalla bocchetta si perde quota lungo il pendio di sfasciumi (ingombro di neve ad inizio stagione) e si raggiunge il la linea mediana della Valle di Trona dove, nelle vicinanze di un masso (2043 m), si incrocia il sentiero proveniente dal Lago Rotondo (cartello indicatore).
Si prosegue lungo la traccia ben marcata e si raggiunge il rilievo (1930 m) che sovrasta il Lago Zancone, la cui trasparenza e il cui colore costituiscono ogni volta motivo di stupore. Lungo il sentiero, sempre ottimamente segnato, si passa a monte del Lago di Trona e si arriva ad una sella (1900 m) dove, piegando a destra, ci si immette sulla stradina che sale dal Lago di Trona e che si dirige, tagliando in piano il versante nord-occidentale del Pizzo del Mezzodì, alla volta della Pozza del Piich (1845 m), a cavallo fra la Valle della Pietra e la Val Tronella.  Raggiunta una fontana nei pressi di una baita circondata da un barech, si prosegue ancora per poco in piano, poi si affrontano i tornanti che, fra radi larici, guidano al pianoro sottostante. Con un percorso a semicerchio si attraversa la luce della valle e si arriva alla baita del Dossetto (1580 m) oltre la quale il sentiero penetra nel bosco di abeti  per fuoruscire in vista del villaggio di Pescegallo.

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