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IL PIZZO DEI TRE SIGNORI Un balcone sulla Lombardia - E’ la classica delle classiche, in voga prima che venisse realizzata la strada per Pescegallo: gli ospiti di Gerola si sentivano in dovere, almeno una volta durante il periodo di soggiorno, di salire al “Tre Signori” che è la vetta più alta della valle. L’itinerario attraversa una delle zone simbolo della produzione casearia locale, l’alpe di Trona.
Località di partenza: Gerola – centrale Enel (1085 m) Nota: Il Pizzo dei Tre Signori può essere raggiunto anche con altri due itinerari, entrambi con partenza da Pescegallo: uno passa per la diga di Trona, l’altro raggiuge la Bocchetta dell’Inferno dal versante bergamasco. A tale proposito si consultino su questo sito “Il tour dei quattro laghi” e “Il sentiero 101”.
Posteggiata l’auto nel parcheggio a monte del complesso di edifici Enel (1085 m - cartelli), si imbocca, sulla destra della recinzione della centrale, la mulattiera che penetra nella Valle della Pietra. Si arriva al ponticello (1275 m) che si attraversa per passare sul versante sinistro orografico della valle. La pista si snoda ora con pendenza dolce, superando alcuni valloncelli laterali prima di inerpicarsi a tornanti lungo una stradina, in più punti lastricata, fino agli spazi aperti dell’alpe, dove si incontra la Casera di Trona Vaga (1830 m – 2.00). Continuando la salita in direzione Sud, si arriva alla Bocchetta del Varrone (2130 m – 2.40 h - cartelli), passando a monte dei vecchi e fatiscenti manufatti in cemento realizzati per la costruzione della diga dell’Inferno, visibile una cinquantina di metri più in basso. Discesa – Si può scendere lungo la traccia di salita oppure, al fine di rendere l’escursione più varia e completa, per un’altra via. Raggiunto il sottostante pianoro, si piega a destra e, per fasce di detriti, dossetti rocciosi e canali, ci si abbassa alla Bocchetta dell’Inferno (2306 m - cartelli). Prendendo a sinistra lungo la valle, si contorna la sponda occidentale del lago dell’Inferno e si attraversa la diga. A ridosso di una costruzione abbandonata, il sentiero si abbassa rapidamente, fiancheggia l’ingresso di un’antica cava di ferro ed i resti di un forno di fusione e, digradando lungo una scarpata di sfasciumi rossastri, raggiunge la diga di Trona (1808 m). Percorso il muraglione, si scende alla sua base e, quindi, al letto del torrente, quasi sempre secco, che raccoglie le acque di sfioro del lago. Con andamento prima a destra, poi a sinistra, si scavalca il torrente su un ponticello di tronchi e si scende ad incrociare la strada di salita all’incirca ad una quota di 1600 m.
Variante per il SENTIERO 101 Il giardino fiorito - Il “101” è il sentiero escursionistico che si snoda nel territorio di Bergamo a ridosso della cresta di confine con la Valtellina. Rappresenta un’alternativa valida per raggiungere da Sud le valli e le cime della Valgerola, in particolare il Pizzo dei Tre Signori.
Località di partenza: Pescegallo (1454 m) Nota: Dislivello e tempo possono essere diminuiti rispettivamente di 400 m e 1.00 h qualora si partisse dal Pianone utilizzando la seggiovia.
Dal piazzale degli impianti Fupes (1454 m) si imbocca la strada sterrata che risale il tratto terminale della pista di sci “La Scala”. Seguendo la segnaletica, si abbandona ben presto la sede carrabile e si perviene al Pianone di Salmurano (1825 m), in prossimità di un calècc. Discesa – Si scende al pianoro sottostante e si percorre in direzione Nord l’ampia cresta di Piazzocco. Perdendo quota sulle rocce arrotondate del lungo costolone nord-occidentale, si raggiungono la Bocchetta di Piazzocco (2252 m - segnalazioni) e, più in basso, la Bocchetta del Varrone (2137 m - cartelli) e la diga dell’Inferno (2100 m). Al di là del muraglione, a ridosso di una costruzione abbandonata, il sentiero si abbassa rapidamente e, fiancheggiando l’ingresso di un’antica cava di ferro ed i resti di un forno di fusione, digrada lungo una scarpata di sfasciumi rossastri per raggiungere la diga di Trona (1808 m) e la palazzina bianca dei guardiani, visibile sul versante opposto della valle. Occorre salire di un’ottantina di metri ad una sella (1900 m - cartelli) prima che il sentiero, ottimamente segnato, spiani per tagliare il versante nord-occidentale del Pizzo del Mezzodì fino alla Pozza del Piich (1845 m - cartelli), a cavallo fra la Valle della Pietra e la Val Tronella. Raggiunta una fontana nei pressi di una baita circondata da un barech, si prosegue ancora per poco in piano, poi si affrontano i tornanti che, fra radi larici, guidano al pianoro sottostante. Con un percorso a semicerchio si attraversa la luce della valle e si arriva alla baita del Dossetto (1580 m - cartelli) oltre la quale il sentiero penetra nel bosco di abeti per fuoruscire in vista del villaggio di Pescegallo. Variante – CIMA DI GIAROLO (2450 m) Tempi: 0.30 h alla cima e altre 2.00 ore per tornare a Pescegallo Dall’ometto di quota 2305 m, anziché seguire il “101”, si affronta la cresta di Giarolo che inizia poco più avanti, a destra del sentiero. Non è impegnativa e consente di arrivare sulla Cima di Giarolo (2450 m), in vista del Lago Rotondo. Sempre per cresta, si scende dalla parte opposta con qualche facile passaggio su roccia per raggiungere la Bocchetta del Paradiso (2402 m). Da qui, per sfasciumi e rocce affioranti dal magro pascolo, si arriva al Lago Rotondo (2256 m), raccolto in un appartato ed ameno catino formato dalle pendici del Pizzo di Trona. |
Sentiero 101
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