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LA VALLE DELLA PIETRA

Nel regno del “Bitto”Fino agli anni ’50, prima che la strada arrivasse a Pescegallo, la Valle della Pietra era l’unica via d’accesso alla zona dei laghi e delle cime di richiamo turistico. Dalla “Rasega”, dove ora sorge il complesso Enel, partivano le comitive che volevano raggiungere Trona, l’Inferno ed il Pizzo dei Tre Signori. Lungo la valle salivano anche le mandrie che andavano a popolare gli alpeggi dove veniva (e viene) prodotto il formaggio “Bitto”, vanto dell’attività casearia provinciale.

Località di partenza: Gerola – centrale Enel (1085 m)
Quota massima: 1930 m
Dislivello complessivo:850 m
Tempo complessivo: 2.15 h
Difficoltà: E
Segnaletica: presente (cartelli direzionali e segnavia bianco-rossi)

Posteggiata l’auto nel parcheggio a monte  del complesso di edifici Enel (1085 m), si imbocca, sulla destra della recinzione della centrale, la mulattiera che penetra nella Valle della Pietra. Si arriva al ponticello (1275 m) che si attraversa per passare sul versante sinistro orografico della valle. La pista si snoda ora con pendenza dolce, superando alcuni valloncelli laterali prima di inerpicarsi a tornanti lungo una stradina, in più punti lastricata, fino agli spazi aperti dell’alpe, dove si incontra la Casera di Trona Vaga (1830 m – 2.00).
Vale la pena di spingersi fino alla Casera di Trona Soliva (1907 m), sede anche di un rifugio, e di gironzolare per l’alpe alla ricerca del calècc attivo al momento. Se l’orario è quello giusto, si può assistere alla lavorazione del latte, un vero e proprio tuffo nel passato.
Ritornati sui propri passi, si imbocca il sentiero (Gran Via delle Orobie - G.V.O.) che conduce alla diga di Trona (1808 m) e alla palazzina bianca dei guardiani, visibile sul versante opposto della valle. Occorre salire di una novantina di metri ad una sella (1900 m) prima che il sentiero, ottimamente segnato, spiani per tagliare il versante nord-occidentale del Pizzo del Mezzodì fino alla Pozza del Piich (1845 m), a cavallo fra la Valle della Pietra e la Val Tronella.

Discesa – Un segnale sul muro della piccola baita edificata poco lontano dalla pozza indirizza sulla via corretta. Si attraversa il pascolo in discesa e, seguendo i segnavia lungo il sentiero, si entra nel bosco per uscirne a monte della Casera di Tronella (1580 m), altro alpeggio tipico per la produzione del “Bitto”. A margine del prato, verso valle, si rientra nel bosco di abeti e si scende alla pista sterrata che corre sul versante sinistro del torrente. La si percorre verso sinistra fino a raggiungere il ponte che immette sulla Provinciale a Fenile (1250 m). Senza attraversare il ponte, si continua dietro alcune case e, aggirato un dosso, si scende lungo una mulattiera fino ad incrociare la strada asfaltata al ponte sul ramo di Pescegallo del Bitto. Aggirato il brutto edificio della stazione di partenza della funivia privata Enel, si conclude l’escursione.

Variante – Alla Casera di Trona Vaga, anziché raggiungere il Lago di Trona lungo la Gran Via delle Orobie  (G.V.O.), si può compiere una deviazione per visitare le antiche miniere di ferro. Salendo di 150 m in direzione del torrente di scarico della diga dell’Inferno, si incontra la Baita de la Fupèla. Nei suoi dintorni e nell’area sottostante è possibile fare interessanti osservazioni: miniere a cielo aperto, forni di fusione del materiale estratto ed i resti dei ricoveri dei minatori. Un sentiero, poi, consente di raggiungere la diga di Trona

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