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IL PIZZO MELASC

Profonda Valgerola – La Val Vedrano è nota agli sci alpinisti perché, grazie alla sua esposizione a Nord, durante l’inverno non prende sole garantendo un innevamento ottimale per le discese in neve fresca. E’, al contrario, poco nota gli escursionisti estivi, perché si trova a margine delle rotte turistiche più note. L’atmosfera d’alpe che qui si respira merita, però, un’escursione. L’itinerario proposto tocca la quarta elevazione della Valgerola.

Località di partenza: Castello (1307 m)
Quota massima: 2465 m
Dislivello complessivo:1160 m
Tempo complessivo: 6.00 h
Difficoltà: E/EE
Segnaletica: discontinua

Nota: è anche possibile partire da Laveggiolo (1471 m), riducendo il dislivello di 150 m e il tempo di circa 20 minuti, ma il percorso lungo la pista forestale è noioso.

Posteggiata l’auto all’ingresso dell’abitato di Castello (1307 m), si imbocca la strada a monte delle case che ben presto si raccorda con l’antica mulattiera. Attraversati alcuni suggestivi nuclei di stalle e di fienili, si prosegue con moderata pendenza fino ad un ponticello sul torrente (1390 m). Senza attraversarlo, si sale lungo il tracciato, oramai diventato sentiero, a destra del corso d’acqua. Ad una quota di circa 1550 m si interseca la pista forestale che proviene da Laveggiolo. Dopo averla seguita per un tratto, alla biforcazione si prende il ramo di sinistra, si supera il torrente e, subito dopo, la si abbandona  piegando a destra per superare un dosso boscoso, oltre il quale si entra nel bacino mediano della Val Vedrano, sbarrato da un uno scosceso gradino. Allontanandosi gradualmente dal torrente, si affronta il ripido pendio che consente di sormontare, a sinistra di una cascata, l’alta bastionata ricoperta da ontani per arrivare all’ampio pianoro dell’Alpe Vedrano (1946 m – 1.45 h), la cui casera è visibile di fronte, sulla destra.
Senza raggiungere gli edifici, si procede a sinistra per tracce di sentiero e si risalgono alcuni dossi che portano ad un terrazzo su cui si erge un ometto. Continuando la salita, a tratti ripida, si arriva in prossimità della cresta Nord-Est dove occorre piegare a destra sotto la cima per sbucare sul meno ostico crinale Ovest. Pochi metri più in alto, verso sinistra, la vetta allungata  su cui si erge una modesta croce (2465 m – 3.30 h). Il panorama, ampio in tutte le direzioni, è particolarmente interessante verso Sud-Est, perché offre una visione completa e ravvicinata degli anfiteatri di Trona e dell’Inferno.

Discesa – Si abbandona la cima percorrendo la cresta Sud fino alla spalla  dove un ampio e ripido canale erboso sulla sinistra consente di scendere nella Valle della Pietra. Con percorso libero sui pendii di pascolo, transitando a sinistra di una bella cascata e costeggiando un barech, si raggiunge la Casera di Trona Soliva (1907 m – 4.30 h) che ospita anche il rifugio omonimo.
Piegando a sinistra si imbocca la mulattiera (su cui si sviluppa anche la Gran Via delle Orobie – G.V.O.) che con alcuni saliscendi porta ad un passaggio su un costone, senza nome sulle carte, chiamato in loco La Furscèla (1827 m). Alcuni tornanti consentono di raggiungere l’alpe sottostante (1725 m) dove arriva la pista forestale già menzionata. E’ preferibile scendere lungo il vecchio tracciato per evitare la monotonia del percorso stradale. Si entra nel bosco e se ne esce in vista del torrente. Se ne segue per un po’ la riva destra, poi si attraversa il ponticello (1390 m) e si riprende la via già percorsa in salita fino a Castello (6.00 h).

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