![]() |
|||||||||||||||||
![]() |
|||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||
|
LA VAL BOMINO Ricordando la Grande Guerra – La Val Bomino è un mondo a parte. Per il fatto di trovarsi sul versante opposto rispetto a quello dove si snoda la Provinciale, per andarci bisogna proprio volerlo. La valle è un altro polo importante per la produzione del “Bitto”, come testimoniano le numerose strutture pastorali sparse per i pascoli. Nella sua parte alta conserva anche manufatti risalenti alla Prima Guerra Mondiale.
Località di partenza: Nasoncio (1080 m)
Superata la chiesetta di Nasoncio ed il successivo tornante, al bivio si può prendere sia a destra sia a sinistra proseguendo fin dove la strada termina (1065 oppure 1080 m). Posteggiata l’automobile negli slarghi della sede stradale (non c’è molto spazio), si prosegue a piedi lungo la pista sterrata, chiusa al traffico veicolare, che penetra nella Val Bomino transitando sul suo boscoso versante sinistro orografico. Il tragitto è lungo. Oltrepassato il Ponte della Rasega sul Torrente Bomino (1300 m), visibile alcuni metri più in basso, si continua ancora per un po’ nel folto dell’abetaia, per uscirne a circa 1400 m. La strada pastorale procede sul versante destro orografico alla volta dell’Alpe Bomino Solivo, ma camminare sullo sterrato di una carrabile è monotono. Si suggerisce di imboccare un evidente sentiero che sale verso destra costeggiando un torrentello da guadare poco più a monte. Piegando a sinistra si raggiungono i prati e gli edifici dell’Alpe Bomino Vago (1624 m) e il tratto terminale della pista pastorale. La si percorre fino a dove questa attraversa il torrente per tornare indietro sul versante opposto, quindi si comincia a risalire la sponda destra orografica per raggiungere i pianori superiori. Dopo un tratto con pendenza moderata, poco discosto dal fondovalle, si deve sormontare un pendio ripido sulla sinistra di uno scosceso affluente del torrente. Poi la traccia si fa di nuovo più docile fino al Passo di Verrobbio (2026 m). Vale la pena di perdere qualche minuto per prendere visione delle fortificazioni militari risalenti alla Grande Guerra: una trincea, una galleria e due finestroni aperti nella parete rocciosa per difendere le valli orobiche meridionali nel caso che gli Austriaci avessero sfondato allo Stelvio ed invaso la Valtellina. Discesa – per la via di salita. |
|
|||||||||||||||
|
|||||||||||||||||