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LA MOTTA
L’ombelico della Valgerola –Grazie alla sua posizione arretrata e centrale rispetto alla catena principale, costituisce un punto d’osservazione senza uguali sull’intera vallata. La quota non eccessiva, l’esposizione favorevole ed il dislivello non gravoso fanno sì che questa escursione possa essere alla portata di molte persone, dalla primavera avanzata all’autunno inoltrato.
Località di partenza: Gerola (1050 m) Quota massima: 2000 m Dislivello complessivo:950 m Tempo complessivo: 2.40 h Difficoltà: E Segnaletica: presente (cartelli e segnavia bianco-rossi)
Nota: al ritorno, per evitare di compiere a piedi il tragitto da Pescegallo a Gerola, è opportuno, avendone la possibilità, portare preventivamente un’automobile a Pescegallo. I mezzi pubblici sono fruibili solo durante il periodo estivo.
Dalla Piazza Tre Signori si attraversa il ponte sul torrente Bitto (1050 m) e si devia a sinistra per andare ad imboccare la mulattiera che risale i ripidi prati della sponda destra orografica prima di inoltrarsi in un bel bosco di faggi. Si fuoriesce ad una radura dove si incrocia il sentiero che proviene dall’abitato di Nasoncio (altro possibile punto di partenza). Piegando a destra, si raggiunge il piccolo nucleo di Bominallo (1357 m – 0.45 h), dove una cappelletta ed un elegante portale fanno intuire un passato importante.
Si prosegue sui prati a monte delle case, incontrando lungo il tragitto altre costruzioni isolate il cui tetto, esempio unico in bassa Valtellina, è costituito da scandole (assicelle di legno usate a mo’ di tegole). A monte dell’ultima baita, inizia la lunga dorsale boscosa che conduce alla cima. Il bosco di abeti, che si apre a tratti in suggestive radure, s’interrompe in corrispondenza di un ampio prato (Piaz, 1715 m), per riprendere, oltrepassato un ricovero alpestre, fino alla radura sottostante la cima (Piàa d la Gianzana), in prossimità dei resti di un baitello.
L’erta finale si affronta piegando Prima a sinistra poi a destra per tracce di sentiero che, in breve, conducono sulla sommità, dove si erge una grande croce di legno (1971 m – 2.40 h). Da qui, con una carrellata a 360°, si può dominare tutta la valle: verso Nord il solco della Valgerola, sbarrato all’orizzonte dalla lunga catena delle Retiche, verso Nord-Est la Val Bomino e verso Nord-Ovest le valli di Pescegallo, di Trona e dell’Inferno con i relativi laghi artificiali.
L’escursione prosegue con lievi saliscendi lungo la cresta che si fa via via più affilata. A quota 1970 m circa, un sentiero sulla destra (segnalato) si abbassa sul ripido pendio, costeggiando alcuni paravalanghe, fino a raggiungere una zona di pascolo con annessa costruzione pastorale (1850 m ca). Da qui, continuando la discesa seguendo i segnavia, si entra nel bosco per concludere la gita a Pescegallo (1450 m), sulla strada asfaltata che proviene da Fenile, nelle vicinanze della chiesetta degli Alpini.
Per il ritorno a Gerola si veda la nota.
Variante – Dalla baita di quota 1850 m, un sentiero sale verso sinistra ad un valico che immette nella val Bomino (Bucheta di Scióch - 1926 m). Da questa località si traversa in quota sul versante di Pescegallo e, transitando in prossimità di alcuni filari di paravalanghe, si arriva alla sommità di una scoscesa valletta erbosa lungo la quale si scende fino alla diga di Pescegallo (1860 m).
Al di là del muraglione si imbocca la pista sterrata che in breve porta ai due edifici della casera di Pescegallo Lago (1778 m). Costeggiato il vascone per l’abbeverata delle vacche, in corrispondenza di un manufatto paravalanghe, si imbocca a destra la vecchia mulattiera che scende al sottostante pianoro di pascolo (Fopa gli Bori – 1740 m) e si prosegue a destra lungo il sentiero, sempre ottimamente segnato, che digrada fino alla sommità di un costone, alla base del quale si trovano un manufatto squadrato dell’acquedotto, una baita ed un abbeveratoio. Prendendo a sinistra, si raggiunge la stradina asfaltata che collega i condomini del villaggio al piazzale di Pescegallo (1454 m).
Per il ritorno a Gerola si veda la nota.