*per navigare le cartine spostarsi al loro interno tenendo premuto il mouse
I LAGHETTI DI PONTERANICA
Digressione bergamasca – Lunga escursione nel morbido paesaggio degli alpeggi bergamaschi, alla scoperta dei laghetti di Ponteranica, raccolti nelle depressioni del grande pianoro alla base del Monte Valletto. L’itinerario qui descritto viene proposto con due possibili varianti.
Località di partenza: Pescegallo – piazzale Fupes (1454 m) Quota massima: 2270 m Dislivello complessivo:1100 m Tempo complessivo: 6.00 h Difficoltà: E Segnaletica: presente (cartelli direzionali e segnavia bianco-rossi)
Nota: qualora si salisse al Pianone con la funivia il dislivello verrebbe diminuito di 400 m ed il tempo di 1.10 h.
Dal piazzale degli impianti Fupes (1454 m) si imbocca la strada sterrata che risale il tratto terminale della pista di sci “La Scala”. Seguendo la segnaletica, si abbandona ben presto la sede carrabile e si perviene al Pianone di Salmurano (1825 m), in prossimità di un calècc. Seguendo la pista carrabile ci si dirige a sinistra al Rifugio Salmurano e si risale il pascolo seguendo i pali dello skilift. Alla stazione a monte si prende prima a destra e, dopo una cinquantina di metri, si devia a sinistra lungo la traccia che sale alla Bocchetta d’Avaro (2100 m – 1.45 h). Da qui l’escursione prosegue in territorio bergamasco. Dopo una traversata pianeggiante sulla ripida sponda erbosa, il sentiero scende per un centinaio di metri fino ad un ripiano da dove riprende a salire per raggiungere, una cinquantina di metri più in alto, un secondo pianoro con una piccola baita. Più avanti, ad un bivio, si prende a sinistra per salire la Bocchetta del Valletto (2200 m), ampia sella aperta fra il Monte Valletto ed il modesto Triomen, da dove si scende ai laghetti di Ponteranica (2110 m – 3.00 h).
Tagliando prima a sinistra poi a destra, per liste erbose, detriti e rocce arrotondate, si attraversa la sponda della cresta di Ponteranica raggiungendo la quota massima di 2270 m. Quindi si inizia a scendere per scavalcare la cresta Est del Monte Colombarolo in corrispondenza di un passaggio quotano 2117 m. Procedendo a sinistra assecondando l’andamento del terreno, si arriva al Passo del Verrobbio (2026 m – 4.30 h) che separa la bergamasca Val Mora dalla valtellinese Val Bomino. Vale la pena di perdere qualche minuto per prendere visione delle fortificazioni militari risalenti alla Grande Guerra: una trincea, una galleria e due finestroni aperti nella parete rocciosa per difendere le valli orobiche meridionali nel caso che gli Austriaci avessero sfondato allo Stelvio ed invaso la Valtellina.
Si rientra in Valgerola scendendo a sinistra al bel laghetto di Verrobbio e, aggirato un contrafforte roccioso, si prosegue in leggera discesa per risalire al Forcellino (2050 m – 5.00 h) che immette nella Valle di Pescegallo. Attraversata la diga di Pescegallo (1865 m), costantemente visibile lungo tutta la discesa, si imbocca la pista sterrata che in breve porta ai due edifici della Casera di Pescegallo Lago (1778 m). Oltre il vascone per l’abbeverata delle mucche, in corrispondenza di un manufatto paravalanghe, si prende a destra lungo la vecchia mulattiera che scende al sottostante ripiano di pascolo, la Fopa gli Bori nel dialetto locale, quindi si prosegue a destra sulla traccia che conduce alla sommità di un ripido costone. Alla sua base un casello dell’acquedotto, un ricovero d’alpe e un abbeveratoio. Svoltando a sinistra si raggiunge la stradina asfaltata che, in breve, porta al punto di partenza (h 6.00).
Variante 1 – LI FERERI Difficoltà: EE Segnaletica: assente
Si sale a monte dei laghetti di Ponteranica (2110 m) seguendo un sentiero che assume un andamento destra-sinistra fra liste erbose, detriti e rocce arrotondate per rimontare alla tondeggiante ed erbosa cima del Monte Ponteranica Centrale (2372 m – 0.35 h) dove troneggia un imponente ometto di pietre. Percorrendo per alcuni metri la cresta verso Est, si cerca il passaggio più opportuno per scendere sul sottostante pendio sassoso. Con percorso libero si divalla non senza aver prima dato uno sguardo ad una profonda fessura, nella quale ci si può anche calare, che taglia un corpo roccioso montonato. E’ la ferita di un’antica miniera di ferro riconoscibile nei resti rossastri della vena. Sull’orlo della valle, in vista del sottostante lago di Pescegallo, si prendono le tracce di sinistra per scendere al lago. Le tracce spesso si perdono fra i detriti, ma non ci sono particolari problemi perché il terreno consente di muoversi con sufficiente facilità.
Variante 2 – LE CIME DI PONTERANICA Difficoltà: EE Segnaletica: assente
Raggiunto il Monte Ponteranica Centrale (2372 m – 0.35), si piega a destra e, percorrendo la cresta in alcuni tratti affilata, si raggiunge una bocchetta (2353 m). Aggirando sul ripido pendio erboso del versante bergamasco alcuni risalti rocciosi, si deve sormontare un tratto in roccia per raggiungere il Monte Ponteranica Orientale (2378 m – 1.00 h). Percorsi alcuni metri verso Nord, un passaggio fra due corpi rocciosi permette di scendere in Val Bomino. Rimanendo in quota, al di sopra della ripida scarpata, si raggiunge un intagli affacciato alla valle Li Fereri e si prosegue verso Nord per aggirare da Est il contrafforte erboso della cima indicata come Pizzo della Nebbia. Si rimane a ridosso della cresta e, seguendo le piste delle capre, si scende al Forcellino (2050 m) dove si interseca il sentiero che proviene dal Passo di Verrobbio.