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IL VALLETTO

Una cima elegante – Il toponimo locale è “Pizzal da la Nebia”, mentre “Valèt” è la denominazione data a questa elegante cima rocciosa dal versante bergamasco. A margine degli itinerari escursionistici più frequentati, il Valletto merita senz’altro la salita per il piacere di trovarsi a tu per tu con un ambiente alpino ancora sufficientemente integro. L’incontro col camoscio lassù non è improbabile.

Località di partenza: Pescegallo (1454 m)
Quota massima: 2371 m
Dislivello complessivo:920 m
Tempo complessivo: 2.30 h
Difficoltà: E/EE
Segnaletica: presente solo nei tratti a valle

Dal grande piazzale di Pescegallo (1454 m), si imbocca la stradina asfaltata fra il torrente e il residence “Mezzaluna”. Dove la strada curva a gomito, appena al di là di un ponticello, si gira a destra sulla pista sterrata (cartello e segnavia bianco-rosso) che conduce ad una baita d’alpe con abbeveratoio e ad un manufatto squadrato dell’acquedotto. Si risale il costone alle spalle del bacino e, seguendo la mulattiera, si arriva prima ad un pianoro di pascolo (Fopa gli Bori – 1740 m), poi alla fascia dei paravalanghe, dove si interseca anche la pista carrabile di servizio all’alpeggio. Qui si deve abbandonare il sentiero segnato.
Prendendo a destra fra una vallecola ed il margine sinistro dei filari di paravalanghe, ci si inerpica sul ripido pendio di pascolo insidiato da mirtilli e rododendri, seguendo alcune tracce visibili solo a tratti, fino a raggiungere il pianoro soprastante. Piegando gradualmente a destra, si cerca, in prossimità di alcuni grossi massi, il sentiero che, ridiventato evidente, consente di rimontare, aggirandolo da destra, l’impervio scoscendimento cosparso di sassi, fitti cespugli e piccoli, radi  larici. Raggiunta l’ampia conca di pascolo sassoso, si devia a sinistra e si risale a mezza costa la scarpata. Aggirato da sinistra un risalto del monte, si procede per tracce di sentiero spostandosi gradualmente verso destra. Si risale il pascolo, chiamato localmente Munt de Sura, con un percorso libero, avendo come riferimento, una volta in vista della cresta, il suo punto più basso che va raggiunto con una salita trasversale da destra a sinistra sulla sponda sassosa (2240 m – 2.00 h).
Si percorre allora il filo di cresta verso sinistra seguendo la traccia che si snoda ora sul crinale, ora sul versante bergamasco per alcuni brevi tratti. Passando, quindi, sulle placche alla sinistra dell’anticima, si è alla base dell’erta finale. Seguendo la traccia lasciata dalle capre nel loro andirivieni per queste balze, ci si inerpica fino alle rocce sommitali dove, in corrispondenza di un profondo intaglio affacciato su un canalone che precipita sui laghetti di Ponteranica, si deve traversare a sinistra per alcuni metri, per poter salire alla modesta croce in ferro piantata su un ometto in sassi della cima (2371 m – 2.30 h).

Discesa – Per scendere è necessario ritornare sui propri passi fino al punto nel quale si è sbucati in cresta. Ora, anziché ripercorrere la via di salita, si traversa a destra sul magro pascolo, quindi si perde gradualmente quota con un tragitto semicircolare sugli sfasciumi delle pendici settentrionali del Valletto, fino a raccordarsi ad alcune tracce di sentiero che, tagliando il versante occidentale del Monte Ponteranica, conducono alla sommità dei dossi sovrastanti il Lago di Pescegallo. Scendendo fra rocce affioranti da un pascolo a mano a mano più rigoglioso, ci si dirige verso la casa dei guardiani. Prima di raggiungerla, si piega a sinistra e ci si immette sulla pista sterrata che in breve porta ai due edifici della casera di Pescegallo Lago (1778 m). Costeggiato il vascone per l’abbeverata delle vacche, in corrispondenza di un manufatto paravalanghe, si imbocca a destra la vecchia mulattiera che scende al sottostante pianoro di pascolo (Fopa gli Bori  – 1740 m) e si prosegue a destra lungo il sentiero, sempre ottimamente segnato, che digrada fino alla sommità di un costone, alla base del quale si trovano un manufatto squadrato dell’acquedotto, una baita ed un abbeveratoio. Prendendo a sinistra, si raggiunge la stradina asfaltata che collega i condomini del villaggio al piazzale di Pescegallo (1454 m).

Variante – Il Valletto può essere raggiunto anche dal Pianone di Salmurano qualora si intendesse servirsi della seggiovia. Risalito il pascolo seguendo i pali dello skilift fino alla stazione a monte, si svolta prima a destra e, dopo una cinquantina di metri, a sinistra per salire alla Bocchetta d’Avaro (2100 m). Ignorando il sentiero pianeggiante che aggira il costone, ci si inerpica sulla cresta di sinistra, in alcuni tratti molto ripida, e si percorre il suo sinuoso profilo che contorna l’anfiteatro di Salmurano. Un centinaio di metri a destra della Cima del Munt de Sura (2269 m) si interseca l’itinerario descritto sopra.

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