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IL VALLETTO Una cima elegante – Il toponimo locale è “Pizzal da la Nebia”, mentre “Valèt” è la denominazione data a questa elegante cima rocciosa dal versante bergamasco. A margine degli itinerari escursionistici più frequentati, il Valletto merita senz’altro la salita per il piacere di trovarsi a tu per tu con un ambiente alpino ancora sufficientemente integro. L’incontro col camoscio lassù non è improbabile.
Località di partenza: Pescegallo (1454 m)
Dal grande piazzale di Pescegallo (1454 m), si imbocca la stradina asfaltata fra il torrente e il residence “Mezzaluna”. Dove la strada curva a gomito, appena al di là di un ponticello, si gira a destra sulla pista sterrata (cartello e segnavia bianco-rosso) che conduce ad una baita d’alpe con abbeveratoio e ad un manufatto squadrato dell’acquedotto. Si risale il costone alle spalle del bacino e, seguendo la mulattiera, si arriva prima ad un pianoro di pascolo (Fopa gli Bori – 1740 m), poi alla fascia dei paravalanghe, dove si interseca anche la pista carrabile di servizio all’alpeggio. Qui si deve abbandonare il sentiero segnato. Discesa – Per scendere è necessario ritornare sui propri passi fino al punto nel quale si è sbucati in cresta. Ora, anziché ripercorrere la via di salita, si traversa a destra sul magro pascolo, quindi si perde gradualmente quota con un tragitto semicircolare sugli sfasciumi delle pendici settentrionali del Valletto, fino a raccordarsi ad alcune tracce di sentiero che, tagliando il versante occidentale del Monte Ponteranica, conducono alla sommità dei dossi sovrastanti il Lago di Pescegallo. Scendendo fra rocce affioranti da un pascolo a mano a mano più rigoglioso, ci si dirige verso la casa dei guardiani. Prima di raggiungerla, si piega a sinistra e ci si immette sulla pista sterrata che in breve porta ai due edifici della casera di Pescegallo Lago (1778 m). Costeggiato il vascone per l’abbeverata delle vacche, in corrispondenza di un manufatto paravalanghe, si imbocca a destra la vecchia mulattiera che scende al sottostante pianoro di pascolo (Fopa gli Bori – 1740 m) e si prosegue a destra lungo il sentiero, sempre ottimamente segnato, che digrada fino alla sommità di un costone, alla base del quale si trovano un manufatto squadrato dell’acquedotto, una baita ed un abbeveratoio. Prendendo a sinistra, si raggiunge la stradina asfaltata che collega i condomini del villaggio al piazzale di Pescegallo (1454 m). Variante – Il Valletto può essere raggiunto anche dal Pianone di Salmurano qualora si intendesse servirsi della seggiovia. Risalito il pascolo seguendo i pali dello skilift fino alla stazione a monte, si svolta prima a destra e, dopo una cinquantina di metri, a sinistra per salire alla Bocchetta d’Avaro (2100 m). Ignorando il sentiero pianeggiante che aggira il costone, ci si inerpica sulla cresta di sinistra, in alcuni tratti molto ripida, e si percorre il suo sinuoso profilo che contorna l’anfiteatro di Salmurano. Un centinaio di metri a destra della Cima del Munt de Sura (2269 m) si interseca l’itinerario descritto sopra. |
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